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La leggenda del Piave

La leggenda del Piave

La leggenda del Piave, composta da Giovanni Gaeta nel 1918, fu inno nazionale dal 1943 al 1946. La canzone celebra la riscossa delle truppe italiane sul fronte veneto durante la prima guerra mondiale. Da leggere e cantare con tutti i bambini in classe.

 

La leggenda del Piave
 

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l’esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti
tacere bisognava andare avanti.

S’udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l’ onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò: Non passa lo straniero!

Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù, lasciare il tetto;
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i ponti.

s’udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l’ onde.
Come un singhiozzo in quell’autunno nero
il Piave mormorò: Ritorna lo straniero!

E ritornò il nemico: per l’orgoglio e per la fame
volea sfogar tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!

Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti, combattevan l’ onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: Indietro va, straniero!

Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento
e la Vittoria sciolse le ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere
furon visti risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l’ italico valore
le forche e l’ armi dell’ impiccatore!

Sicure l’ Alpi, libere le sponde
e tacque il Piave, si placaron l’onde.
Sul Patrio suol vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri.

Sul Patrio suol vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri.

 

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